Ugolini Photographer
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GIANNI UGOLINI PHOTOGRAPHER

 

Gianni Ugolini Photographer  
Eccomi qua ... nasco a Firenze nel 1955 , sotto il segno dei gemelli.  

Fin da piccolo sono attratto dai colori , riuscivo a mettere insieme cose incomprensibili ma di grande effetto cromatico. Curioso, artigiano culturale per vocazione , odio chi copia, amo gli artisti di vita, immediato  comunicatore, il bello mi affascina, l'equilibrio è fondamentale.  Mi avvicino alla fotografia giovanissimo, incuriosito dalle foto di una regata velica, fotografata in bxn da amici di famiglia milanesi. Siamo nel Maggio del  mitico 1968, frequento il liceo artistico, fucina di vita politica e sociale.  " La nostra patria il mondo intero , la nostra legge la liberta' , un pensiero ribelle in cor... "risunava spesso nei nostri collettivi politico-culturale al limite della legalita' ( sto' scherzanzo ..eravamo solo giusti nel momento sbagliato !! )  Le mie prime esperienze nello studio dell'artista  Ketty la Rocca, una delle prime protagoniste femministe della neo-avanguardia italiana, insieme agli artisti del fiorentino "gruppo70". Grande era l’emozione quando la vedevo lavorare,  graffiando radiografie  per poi stamparle  a contatto su carta fotografica. Purtroppo Ketty ci lascia prematuramente a soli 38 anni. Tutto era nuovo , tutto era affascinante , la mia fame di conoscieza era quotidiana.. Le prime esperienze le ho fatte in camera oscura, poi la prima macchina fotografica e da quel momento la passione ha vinto su tutto… Il mio primo lavoro a Londra nel 1972 ed eccomi qui dopo 50 anni dalla prima fotografia  , sempre con lo stesso entusiasmo, la stessa curiosità , la stessa voglia di sperimentare.....

Ero un pittore prima di essere fotografo, la fotografia mi ha permesso di prendere piacere nell'osservare ,ammirando questo mondo ho imparato a vedere quello che gli altri vedono e non vedono .Fin da ragazzo il mezzo tecnico non e' mai stata la mia priorità, la rincorsa dell'ultimo modello di macchina fotografica e' sempre stata da me molto criticata. La  prima esperienza per un fotografo  è imparare  a "vedere"  la luce, come diceva il mio maestro Piero Rosy, all'epoca famoso fotografo fiorentino, dove sono stato suo assistente  per qualche anno. La luce , primo elemento da sperimentare per un fotografo, concetto ancora oggi molto importante in tutti i miei scatti.Non ho una  filosofia della fotografia , amo semplicemente fare fotografia , ne amo anche l'ambiguita', credo che le cose misteriose e affascinanti possano accadere anche in luoghi familiari

 Frequento la facoltà di architettura, importante periodo per la mia crescita culturale, ma non ho mai fatto l'architetto, la fotografia continuava ad essere il mezzo espressivo e la forma d’arte che sentivo più vicina a me in assoluto. Henri Cartier Bresson mi ha sempre affascinato, tanto che ho preso spunto dalla sua immediatezza creativa e la sua composizione istantanea, perfetto, equilibrato, essenziale, ogni sua foto e' un racconto. A Venezia ho avuto l’opportunità di fare una bella esperienza con il fotografo Italo Zannier, sulla semiotica della fotografia di architettura , poi sono stato per 3 anni in oriente come corrispondente di una agenzia fotogiornalistica Italiana con cui collaboravo; mie pubblicazioni su Taiwan, Hong kong, Tailandia, Birmania. L’esperienza di lavoro come reporter fotogiornalistico si conclude alla fine degli anni 70.

Tornato in Italia lavoro per un breve  periodo per il gruppo Mondadori, poi per le redazioni di Domus e Abitare. Siamo agli inizi degli anni '80, la velocità operativa e la composizione immediata del reportage mi porta ad avere un cambio di direzione professionale e inizio un nuovo percorso nel campo della moda, portando con me tutto il bagaglio di esperienza acquisita negli anni precedenti, inserisco dinamicità e velocità nelle foto per i mie clienti. David Bailey, English fashion and portrait photographer , e' stato il mio guru , di lui ne ho studiato la luce e come risolveva i problemi di studio. Eravamo pochissimi fotografi che facevano moda, tolto i grandi  di allora che lavoravano a Milano del calibro di Oliviero Toscani, Paolo Roversi, Giovanni Gastel, Fabrizio Ferri e pochi altri, era un mondo in grande crescita ed è stato facile inserirsi con un nuovo stile.
   
Peter Lindbergh è stato un'altro punto di riferimento per questo cambiamento, un fotografo che ha lasciato i vecchi canoni di modelle statiche e costruite, per dare spazio ad immagini di donne bellissime ma riconoscibili, semplici e naturali, fotografate in location sempre straordinarie in bxn. Fra la Milano "da bere" e Firenze  realizzo campagne pubblicitarie dagli anni ‘80 fino oltre il XXI secolo, fra cui : Emilio Pucci , Bennetton , Matrix, Fendi , Arena ,Champion , Roberto Cavalli, Wella, Oreal, Toccomagico, Schwarzkopf , Regina Schrecker, Woolrich , Elgon , Dixie , Gai Mattiolo. Mie foto, redazionali e pubblicazioni si vedranno in quegli anni in riviste come Vogue, Donna, Vanity Fair, Marie Claire, Grazia, Amica, Estetica, Studio fashion, Italian Fashion Designer, Domus, Abitare.

 Con ITINERANTE inizia la mia prima importante mostra fotografica, 20 immagini di moda 20 immagini per la moda, le 20 piu' belle foto di moda allora da me prodotte in una mostra “itinerante” fra le gallerie d'arte di Milano Roma e Firenze .Nella metà degli anni 90, lavoro a New York fotografando per Gap.  

Ho studiato le foto di Patrick Demarchelier,  i suoi fondi grigi e neri mi hanno sempre incuriosito. Oggi, nello studio di Firenze, principalmente mi dedico al ritratto,  personaggi  dello sport, spettacolo, musica, moda sono stati da me ritratti fra cui: Irene Grandi, Marco Masini,Piero Pelù, Cesare Prandelli, Santo Versace, Ferruccio Ferragamo, Alessandro Benvenuti, Nicoletta Mantovani, Sergio Staino, Angela Finocchiaro, Paolo Hendel, Tony Esposito, Tullio de Piscopo, Ilaria Fendi, Sebastiano Somma, Pavel Timofeiefsky, Alessandro Haber, Ginevra Di Marco, Raffaele Paganini, Neri Marcorè, Margherita Hack,  e tanti altri… Una mia grande passione, che coltivo da molti anni è fotografare donne incinta, in tanti anni ne contiamo più di 350 .

 Ho lavorato per 40 anni in analogico mettendo insieme  più di 1.500.000 ( si avete letto bene, un milione e mezzo) di scatti in pellicola, perfettamente conservati, archiviati e ritrovabili, per data, argomento e numero. L’arrivo del digitale ha portato a rivedere da capo i canoni storici della fotografia, abbandonando ahimè la poesia e l'emozione della pellicola, per un mezzo operativamente molto più veloce, svuotandola del suo contenuto culturale-storico-professionale, dove certamente, vedi subito quello che fai, ma la memoria storica  della foto stampata è serenamente annullata.

 L’uso eccessivo e artificioso di Photoshop e la tendenza socio-culturale del concetto del bello lontano dalla realtà che oggi è diffuso,  mi ha portato ad abbandonare la moda e tutto quello che ci sta' intorno.

Attualmente, dedico molto tempo a progetti di associazioni no-profit,  curando l'immagine di ATT, AIL, ANFFAS, CMT, BAMBINI FARFALLA, cucino per passione e mi dedico a fotografare lo splendido mondo del Food, fotografando anche piatti di alcuni famosi chef stellati. Il cibo ultimo baluardo della fotografia, inno alla verità, qui ogni piatto deve essere perfetto fin dalla nascita, il mio compito è di incendiarlo di emozione, attraverso la luce… belle esperienze, soprattutto se poi si passa all’assaggio!!!

Sono molto felice di poter dire che lo Studio di Firenze è una vera e propria Factory creativa, dove tanti giovani fotografi (non improvvisati), condividono con me l'esperienza della fotografia; e quando ogni tanto, qualcuno di loro diventa veramente un fotografo e fa della fotografia una ragione di vita, ne sono profondamente orgoglioso. La vita è cosi e se la volete vivere bene, non dimenticate che  la comunione delle energie da’ sempre buoni frutti!!!

Sono anche papà, due ragazzi meravigliosi, che non hanno seguito le orme del babbo, ma che hanno fatto dell’arte la loro passione e la loro professione. Non potevo augurargli cosa migliore…

 Ed eccoci alla fine del discorso, questo sono io, compresa la polemica sparsa un po’ qua e un po’ là; ho cercato di fare un bel quadrettino su di me, sicuramente entusiasta  di aver avuto la fortuna di vivere quasi 50 anni di infinite esperienze, di questo e per questo  bellissimo lavoro.




 

Gianni Ugolini, Photographer   
This is me ... I came into the world in 1955 in Florence, under the star sign of Gemini.   

I was attracted by colours when I was just a child and was able to make the most unthinkable, yet striking of colour combinations. I’ve always been curious with a passion for cultural artistry, and I hate those who copy: As a spontaneous person myself, I love artists who depict real life and am fascinated by beauty. Balance is fundamental. I was drawn to photography at a very young age, after seeing some black and white photos of a yacht race taken by some family friends in Milan. It was May of the legendary year of 1968 and I attended a high school specialising in art, a melting pot of political ideas and social life. I gained my first experience in the study of Ketty la Rocca, one of the first feminist artists on the neo avant-garde scene in Italy, together with my Florentine companions. We called ourselves the “gruppo70”. It was fascinating to see how she worked, scratching X-rays that she then pressed against photographic paper. Sadly, Ketty died early, at just 38 years of age.
I then gained my first experience in the darkroom, got my own camera, and from then on passion took over… I had my first job in London in 1972, and today, after over 40 years in the profession, I still have the same enthusiasm, curiosity desire to experiment.

Before I became a photographer, I was a painter: photography allowed me to enjoy what I observed, and admiring this world I have learned to see what others see or don’t see. From a young age, the actual equipment was never my priority, I have always criticised the tendency to pursue the latest camera model. The first thing a photographer has to do is to “see” the light, as I was always told by my teacher, Piero Rosy from Florence, at that time a famous photographer. Light is the first element a photographer should experiment with, and is still a very important concept in my work. I don’t have a philosophy for photography, I simply love taking photos. I also love its ambiguity and I believe that mysterious and fascinating things can also occur in everyday places.

 


At university, I studied architecture, which was important for my cultural development, although I have never worked as an architect. I still used photography to express my creativity, and for me, it was the ultimate form of art. The work of Henri Cartier Bresson has always fascinated me, so much that I drew inspiration from his creative spontaneity and instant compositions, the perfection, balance and essence can be seen in each one of his photos. In Venice I had the opportunity to take a fascinating course held by photographer, Italo Zannier, in the semiotics of the photography of architecture. I then spent three years as a photo reporter with an Italian agency, which published my work on Taiwan, Hong Kong, Thailand, and Burma. My experience as a photo reporter ended in the late seventies.

After returning to Italy, I worked for a short period for the Mondadori group, then for the editorial offices of the Domus and Abitare magazines. In the early eighties, the working speed and immediate composition of news reporting led me towards a professional change of direction, and I embarked on a new path in fashion, taking with me all the experience gained in the previous years. I added dynamism and speed to the photos I took for my clients. David Bailey, the English fashion and portrait photographer, was my guru. I studied his use of light, and how he got round the problems involved in working in a studio. There were not many fashion photographers at the time, apart from the great names who worked in Milan, of the calibre of Oliviero Toscani, Paolo Roversi, Giovanni Gastel, Fabrizio Ferri and a few others. It was a fast-growing sector and it was easy to insert oneself with a new style.
     
Peter Lindbergh was another point of reference for this change, a photographer who abandoned the old standards of static, perfectly prepared models, to make way for images of stunning yet distinguishable women, simple yet natural, photographed in locations that were always extraordinary in black and white. From the eighties into the 21st century, I created publicity campaigns between the dynamic city of Milan (Milano da bere) and Florence, for companies such as: Emilio Pucci, Benetton, Matrix, Fendi, Arena, Champion, Roberto Cavalli, Wella, L'Oréal, Toccomagico, Schwarzkopf, Regina Schrecker, Woolrich, Elgon, Dixie, and Gai Mattiolo. In those years, my work and publications appeared in magazines such as Vogue, Donna, Vanity Fair, Marie Claire, Grazia, Amica, Estetica, Studio Fashion, Italian Fashion Designer, Domus, and Abitare.

 

My first important photographic exhibition was entitled ITINERANTE, and included 20 images of fashion and 20 images for fashion, the 20 most beautiful fashion photos I had produced until then. This travelling (itinerante) exhibition was held in the art galleries of Milan, Rome and Florence. In the mid-nineties, I worked in New York, taking photos for Gap.   

I studied the work of photographer Patrick Demarchelier, whose grey and black backgrounds have always intrigued me. Today, in my Florence studio, I do mainly portraits, and have photographed the faces of famous names in sport, film and theatre, music, and fashion, including: Irene Grandi, Marco Masini, Piero Pelù, Cesare Prandelli, Santo Versace, Ferruccio Ferragamo, Alessandro Benvenuti, Nicoletta Mantovani, Sergio Staino, Angela Finocchiaro, Paolo Hendel, Tony Esposito, Tullio de Piscopo, Ilaria Fendi, Sebastiano Somma, Pavel Timofeiefsky, Alessandro Haber, Ginevra Di Marco, Raffaele Paganini, Neri Marcorè, Margherita Hack, Annie Feolde , Regina Schrecker, Cesare Bocci, Carlo Monni, Saturnino Celani, Ermanno Scervino, Juri Chechi and many more… I have had a passion for a long time for taking photos of pregnant women, over 350 over the years.

 


I have worked with analogue photography for 40 years, and developed over 1,500,000 (yes, you read that correctly, one and a half million) frames, all of which are perfectly preserved, filed and traceable by date, subject and number. The arrival of digital photography completely overturned the historic prerogatives of photography, sadly leaving the poetry and emotion of photographic film behind us, for a much faster method, emptying it of all its cultural, historic and professional essence. Although the results are visible immediately, the historic memory of photographic prints has been quietly deleted.

 

The excessive and artificial use of Photoshop, and the social and cultural habit of conceiving beauty as something far-fetched from reality, has led me away from fashion and everything connected with the sector.

I currently dedicate much of my time to raising awareness for charity organisations, such as ATT, AIL, ANFFAS, CMT, and BAMBINI FARFALLA. As a passionate cook myself, I also take photographs of the culinary creations of some famous, award-winning chefs. Food is the latest landmark in photography and a homage to the truth. Every dish must be perfect from the very start, my task is to fill it with emotion, through light… a truly sublime experience, especially if you can have a taste!!!

I’m very pleased to say that my workshop in Florence is truly a Factory of creative ideas, where many young photographers (no cow boys) share the experience of this art with me, and when, every so often, one of them really does succeed in the profession and makes photography the very essence of their life, I am deeply proud. That’s life, and if you want to live well, never forget that joining forces always produces good results!!!

I’m also the father of two wonderful children who have not followed in my footsteps, but have nonetheless made art their passion and profession. I could not have wished anything better for them…

 

So, that’s it: that’s who I am, including some of my more controversial ideas. I wanted to provide some background information about my life. I certainly feel very lucky to have had almost 50 years of constant, exciting opportunities in this wonderful profession.